Inu-yasha

Discussioni sui manga.

Moderatori: Doc Gono, Le Chapelier Fou

Re: Inu-yasha

Messaggiodi Chantal » domenica 17 gennaio 2010, 14:11

Vorrei spezzare una lancia in favore di Rumiko Takahashi.
Concordo sul fatto che ranma e inuyasha abbiano avuto sin troppi momenti di "aria fritta", sul fatto che dopo metà di inuyasha non sia riuscita a trovare idee nuove ed originali sfociando nella banalità e ripetitività della sceneggiatura (con personaggi e trasformazioni diversi), concordo sul fatto che la fine di inuyasha sia stata ingloriosa... però c'è un però.
Francamente mi ero immaginata che la fine di inuyasha fosse così:

Spoiler [Mostra]
Naraku muore insieme a tutti i demoni di conseguenza, la sfera shikon distrutta e Kagome ritornata per sempre al suo tempo disperata per l'amore perduto ritrova improvvisamente un nuovo compagno di scuola che somiglia ad Inuyasha ma che non è lui... un discendente o una reincarnazione?


A questo punto però spezzo la mia lancia, infatti forse non tutti sanno che il lavoro del fumettista sia veramente tremendo, soprattutto in Giappone.
La casa editrice appena ti assume ti fa firmare un contratto dove stipula il tempo massimo che deve passare tra un'uscita e l'altra (indistintamente dal fatto se segui una sola storia o se hai tanta carne al fuoco).
In pratica tu, mangaka, devi riuscire a creare almeno una storia autoconclusiva a settimana o quantomeno una puntata a settimana di minimo tot pagine.
Calcolando che per creare una nuova storia o una nuova puntata a settimana significa averne almeno una al giorno onde evitare l'eventuale blocco dello scrittore, calcolando che un mangaka medio ha massimo 4 collaboratori che fanno tutt'altro (fondali, mascherine, copertine e talvolta lo stagista che ti pulisce gli strumenti... non è come in Italia che c'è un disegnatore e un narratore insieme, in Giappone il mangaka deve saper sia disegnare che creare storie), calcolando che può anche capitare di ammalarsi e calcolando che ti ci vuole del tempo per disegnare delle vignette in formato A3 che poi la redazione ti rimpicciolirà... quanto tempo credete che possa rimanere per andare a casa, fare da mangiare, nutrirsi, accudire la famiglia e dormire?
Per quanto mi riguarda il mangaka è il lavoro più duro che possa esistere, soprattutto considerando che in Giappone se un parente dice alla vicina che il figlio fa il mangaka, lei potrebbe anche togliergli il saluto (è per questo motivo che molti mangaka utilizzano dei nomi d'arte).

Quello che voglio dire è che a volte l'aria fritta è necessaria per poter sopravvivere, per quanto sia sbagliata come politica, il problema sta prevalentemente nella redazione, non nei fumettisti stessi.
I mangaka sono ben pagati, è vero, soprattutto a certi livelli... ma c'è anche da dire che sono pagati a tavola, non a ore.
Inoltre la maggior parte delle volte un mangaka non può decidere quale serie mandare avanti e quale accantonare... è sempre la casa editrice che, tramite indagini di mercato, fa questa scelta.
Il mangaka non può fare altro che seguire le direttive dell'editore date sin troppo in ritardo.
Prendo i miei desideri per realtà perchè credo nella realtà dei miei desideri.

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Re: Inu-yasha

Messaggiodi Doc Gono » domenica 17 gennaio 2010, 15:05

Questo senz'altro,sinceramente ho letto che lavorano in condizioni veramente al limite della decenza, e questo ovviamente ne fa risentire le opere che vengono create troppo di fretta,e questo purtroppo rende rare i manga che iniziano e finiscono a livelli eccelsi,soprattutto se si parla di opere lunghe,anche perchè il rinnovarsi è sempre una cosa difficile,se viene messa anche fretta è veramente ardua. Così purtroppo ci perdono sia i lettori che non possono godersi tutto quello che il mangaka poteva dare, sia questi ultimi,dato che immagino che per fare un lavoro del genere serva tanta passione e vedere il proprio lavoro uscito 'a metà' dev'essere veramente brutto.
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Re: Inu-yasha

Messaggiodi Le Chapelier Fou » domenica 17 gennaio 2010, 16:19

Concordo solamente in parte con quanto è stato detto. La Takahashi è una delle mangaka più pagate in Giappone e oltretutto la casa editrice che ha sempre ospitato le sue opere ha altri grandi nomi fra gli autori che pubblica: autori che differentemente dalla Takahashi stessa non hanno realizzato opere talmente lunghe, seppure del medesimo o di maggiore successo. Tezuka, Adachi, Monkey Punch, Go Nagai sono soltanto alcuni dei fumettisti che si sono impegnati per la medesima casa editrice. Perciò non giustifico un'autrice così prolissa e che sappia ben fare l'occhiolino alle vendite.
Inoltre, anche i fumettisti occidentali vengono pagati a tavola e spesso le tavole in bianco e nero sono sottopagate rispetto a quelle a colori: in più le loro difficoltà sono molto più acuite, dato che o si lavora non solo sotto l'editore/produttore, ma anche sotto lo sceneggiatore, che ha sempre l'ultima parola (anche se la vignetta non funzionasse secondo il suo script) su tutto il lavoro svolto.
Ed è bene anche distinguere opere di autori emergenti con autori già affermati: gente come le Clamp, per quanto possano subire la censura delle loro stesse case editrici o l'ostruzionismo in merito a certe scelte narrative, hanno, per loro stessa ammissione, a differenza degli autori in fase di debutto, la possibilità di aggirare le cosidette "deadline" per la consegna. Le regole, anche in questo caso, non vengono applicate in maniera equa a tutti i lavoratori, soprattutto se ormai questi hanno un nome. (Invero anche la Takahashi stessa ha subito un percorso duro per fare il salto da semplice autrice amatoriale a quello di mangaka professionista: dagli esordi del 1975, si è emancipata dalla sua condizione nel 1981: quando la sua fama era già riconosciuta in tutto il Giappone.)
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Re: Inu-yasha

Messaggiodi Fizban » mercoledì 3 febbraio 2010, 17:37

Doc Gono ha scritto: ho letto che lavorano in condizioni veramente al limite della decenza, e questo ovviamente ne fa risentire le opere che vengono create troppo di fretta


Le Chapelier Fou ha scritto: Le regole, anche in questo caso, non vengono applicate in maniera equa a tutti i lavoratori, soprattutto se ormai questi hanno un nome.


Rimane il fatto che le condizioni di lavoro per un mangaka ben affermato non sono nemmeno comparabili con quelle italiane, a mio parere è una vita durissima comunque.. Anche non solo per i mangaka. In generale le migliori condizioni di lavoro possibili in giappone, qui verrebbero considerate alla stregua dello sfruttamento.
Sul serio molti non trovano nemmeno il tempo per nutrirsi. Ma questo fa parte della loro cultura, li molte cose sono considerate assolutamente nella norma. Io preferirei addirittura uscite più dilatate nel tempo ma di maggior qualità ( e seguo Berserk , e Clay :drop: .. è come dire frustatemi ) E' il mercato che purtroppo a volte non permette la qualità che piacerebbe poter leggere. Quanto un mangaka possa essere influenzato dalle decisioni commerciali della sua casa non lo so, ma immagno contino parecchio.
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