Concordo sul fatto che ranma e inuyasha abbiano avuto sin troppi momenti di "aria fritta", sul fatto che dopo metà di inuyasha non sia riuscita a trovare idee nuove ed originali sfociando nella banalità e ripetitività della sceneggiatura (con personaggi e trasformazioni diversi), concordo sul fatto che la fine di inuyasha sia stata ingloriosa... però c'è un però.
Francamente mi ero immaginata che la fine di inuyasha fosse così:
Spoiler [Mostra]
Naraku muore insieme a tutti i demoni di conseguenza, la sfera shikon distrutta e Kagome ritornata per sempre al suo tempo disperata per l'amore perduto ritrova improvvisamente un nuovo compagno di scuola che somiglia ad Inuyasha ma che non è lui... un discendente o una reincarnazione?
A questo punto però spezzo la mia lancia, infatti forse non tutti sanno che il lavoro del fumettista sia veramente tremendo, soprattutto in Giappone.
La casa editrice appena ti assume ti fa firmare un contratto dove stipula il tempo massimo che deve passare tra un'uscita e l'altra (indistintamente dal fatto se segui una sola storia o se hai tanta carne al fuoco).
In pratica tu, mangaka, devi riuscire a creare almeno una storia autoconclusiva a settimana o quantomeno una puntata a settimana di minimo tot pagine.
Calcolando che per creare una nuova storia o una nuova puntata a settimana significa averne almeno una al giorno onde evitare l'eventuale blocco dello scrittore, calcolando che un mangaka medio ha massimo 4 collaboratori che fanno tutt'altro (fondali, mascherine, copertine e talvolta lo stagista che ti pulisce gli strumenti... non è come in Italia che c'è un disegnatore e un narratore insieme, in Giappone il mangaka deve saper sia disegnare che creare storie), calcolando che può anche capitare di ammalarsi e calcolando che ti ci vuole del tempo per disegnare delle vignette in formato A3 che poi la redazione ti rimpicciolirà... quanto tempo credete che possa rimanere per andare a casa, fare da mangiare, nutrirsi, accudire la famiglia e dormire?
Per quanto mi riguarda il mangaka è il lavoro più duro che possa esistere, soprattutto considerando che in Giappone se un parente dice alla vicina che il figlio fa il mangaka, lei potrebbe anche togliergli il saluto (è per questo motivo che molti mangaka utilizzano dei nomi d'arte).
Quello che voglio dire è che a volte l'aria fritta è necessaria per poter sopravvivere, per quanto sia sbagliata come politica, il problema sta prevalentemente nella redazione, non nei fumettisti stessi.
I mangaka sono ben pagati, è vero, soprattutto a certi livelli... ma c'è anche da dire che sono pagati a tavola, non a ore.
Inoltre la maggior parte delle volte un mangaka non può decidere quale serie mandare avanti e quale accantonare... è sempre la casa editrice che, tramite indagini di mercato, fa questa scelta.
Il mangaka non può fare altro che seguire le direttive dell'editore date sin troppo in ritardo.






.. è come dire frustatemi ) E' il mercato che purtroppo a volte non permette la qualità che piacerebbe poter leggere. Quanto un mangaka possa essere influenzato dalle decisioni commerciali della sua casa non lo so, ma immagno contino parecchio.
